mercoledì 29 gennaio 2014

ZAZA' RAMEN - non solo noodle bar


Correva l'anno 2008, ero poco più che ventenne, quando rimasi affascinata dalla storia di Abby, in "The Ramen Girl". Le sono bastati pochi minuti trascorsi nel bistrot del ramen, gestito dal burbero Maezumi, per risollevarsi dalla sensazione di vuoto e demotivazione dei primi tempi a Tokyo, e dare un senso alla sua vita.

Ed eccomi qua, a Milano, tra le vie del quartiere degli artisti per eccellenza, nel tempio del (Zazà) Ramen.
Zazà, nome giapponese del comico "Ispettore Zenigata" nella versione italiana di Lupin III, spesso ritratto con in mano un'abbondante porzione di ramen.
Metafora, condita con un pizzico di ironia, di un prodotto popolare giapponese tradotto per un pubblico italiano, come il logo, significativo nella sua purezza, rappresenta ciotola, spiga di grano, goccia di acqua.
Stesse linee guida vengono seguite nella progettazione degli spazi. Un ambiente raffinato, con arredi dal design nord-europeo firmati HAY.

Lo studio di progettazione Vudafieri Saverino Partners, ha realizzato un progetto che rispecchia con originalità la personalità del locale e contribuisce a rafforzarne il messaggio enfatizzando alcuni elementi iconici. La sensazione è quella di fluttuare nello spazio.
Il locale distribuito su due livelli, è già visibile dall'esterno attraverso due ampie vetrine. L'impatto è quello di uno spazio conviviale, luminoso, informale ma elegante nella sua essenzialità, dove l'anima poetica giapponese si compenetra negli arredi semplici, nei materiali naturali.



Le lampade sospensione che vanno a illuminare sapientemente la tavola, il bancone di preparazione dei piatti e libreria in ferro al piano superiore. Cucina a vista con vetri divisori, luci soffuse e ancora elementi in legno nel piano interrato.

Una versione nobilitata del tipico piatto della working class giapponese, sembrerebbe l'obiettivo dello chef olandese Brendan Becht. Figlio di una famiglia di importanti collezionisti d'arte olandesi, cresciuto dai primi anni novanta a scuola da Gualtiero Marchesi, per impreziosire le pareti del locale, si ispira al fondatore della nuova cucina italiana che rimpiazzava il centro tavola floreale con sculture.
In questo caso ci troviamo di fronte al murales di David Tremlett.

«Mio padre collezionava Pop Art e Nouveau Realisme. Poi arte concettuale e minimal, da Richard Long a Hamish Fulton. Così ho incontrato Tremlett e ora ho pensato a lui per un' opera permanente».

All'ingresso, ad accogliere la clientela, si trova un pannello di Tobias Rehberger, Leone d'Oro alla Biennale di Venezia. In collaborazione con la galleria Giò Marconi, vi sarà un turnover semestrale. Curiosi?



Zazà Ramen
Via Solferino, 48
20121 Milano

venerdì 10 gennaio 2014

"M'illumino di minimal" Sticky Lamp di Chris Kabel - Droog Design



nome oggetto: Sticky Lamp
funzione: lampada
disegnato per: Droop Design
designer: Chris Kabel
anno: 2002


Per amanti del design, specialmente se low-cost, l'idea geniale di Chris Kabel lascia a voi il piacere di comporre punti luce e scenografie d'effetto; che siano a soffitto, a parete, sulle porte, sulle finestre, a terra.
Il progetto nasce da una lampadina inserita in un involucro di plastica trasparente, sigillata da un bordo nero adesivo dal quale fuoriesce il cavo con interruttore. 
Per la serie...trasformare il packaging in oggetto di design.

Carta bianca alla creatività. Su pareti spoglie, su superfici di qualsiasi tinta, in camera da letto, in cucina, in salotto... L'essenzialità e l'originalità della lampada distribuita da Droog Design regala inedite atmosfere, percorsi visivi personalizzati a soli 19,50 euro. 



martedì 17 dicembre 2013

Dolci fiocchi di neve: biscotti di Natale e royal icing




Fervono i preparativi in vista della festa più attesa dell'anno: il Natale!
Impossibile interrompere la macchina organizzativa, farina, burro, uova, zucchero. Profumi di ogni genere si diffondono in tutta casa e gli occhi luccicanti dei bambini parlano chiaro. L'attesa è essa stessa il piacere. Quale sorpresa riserverà loro quest'anno? Parlando di regali ovviamente...

Noi grandi ci cimenteremo nella preparazione di dolciumi e decori. Un'idea per addobbare l'albero di Natale o le festose ghirlande, attivandosi nella decorazione di squisiti biscotti, ricetta a piacere, semplici frollini, biscotti allo zenzero e cannella (i più indicati per queste feste), al cioccolato o al limone. 

Il tutto rivestito e decorato con ROYAL ICING o ghiaccia reale!

Le origini del suo nome risalgono a 1780 circa, quando i pasticceri inglesi erano soliti aggiungere acqua di rose alle loro creazioni di marzapane. Per sperimentare aggiunsero acqua di rose sulle torte appena sfornate che successivamente venivano poste in forno ad asciugare. L'effetto, una volta raffreddate, era una superficie biancastra che ricordava la "brina" come se fossero state esposte a temperature molto basse. Sembravano ghiacciate, iced.

Per dare più consistenza a questo strato sottile, vi aggiunsero dello zucchero ridotto in polvere per renderlo ancora più bianco e lo chiamarono Sugar Ice. L'acqua di rose fu sostituita dall'albume d'uovo che rendeva il composto ancora più "fermo". Tale consistenza permetteva di stendere la ghiaccia con il coltello, anzichè versarla direttamente sulle torte. L'ultimo passaggio era in forno per l'asciugatura.

Nel 1840 con questo composto fatto di albume e zucchero, per la prima volta nella storia venne ricoperta la torta per un matrimonio reale, in occasione delle nozze della Regina Vittoria. La Regina rimase stupefatta e deliziata a tal punto che lo stile "ghiaccia di zucchero" prese il nome di ROYAL Icing (ghiaccia reale)


Ingredienti
ca. 50 biscotti

1 albume 
150g di zucchero a velo

qualche goccia di limone
coloranti alimentari a piacere


Montare a neve ferma l'albume con il limone e aggiungere delicatamente 
lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso e compatto