I cantucci dalle origini. Il Biscottificio Antonio Mattei

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Farina, uova, mandorle a pezzi e aroma di marsala, solo ingredienti semplici e sempre genuini, ricetta messa a punto da un pasticcere di Prato, Antonio Mattei, divenuta ormai l'originale e che ricevette numerosi premi a fiere campionarie in Italia e all'estero.

Il Biscottificio Antonio Mattei, la tipica pasticceria familiare, il classico negozio dove ci si incontra comprando un vassoio di dolci da portare a tavola dopo il pranzo della domenica o per l'ora del te, per quell'occasione "speciale".

La troviamo a Prato in Via Ricasoli, una volta Via dell'Appianato, la Toscana era ancora un Granducato retto da Leopoldo II, nasce come biscottificio e nel 1858 iniziò a sfornare un biscotto secco alle mandorle, una ricetta del proprietario, che sarebbe diventato il Biscotto tradizionale di Prato. Non solo pensò al prodotto, ma anche a come venderlo e a come renderlo eternamente riconoscibile fra altri mille: il pacchetto blu

Lo stesso Pellegrino Artusi, caro amico di Mattei, lo cita ben due volte nella nota "La scienza in cucina e l'arte del mangiar bene". La sua bottega si aggiudicò la medaglia di merito nel 1861 all’Esposizione Italiana e la menzione speciale all’Esposizione Universale di Parigi nel 1867. 

Nel 1908 l’attività passò ad Ernesto Pandolfini, che lavorava da tempo al Biscottificio e che continuò sulla stessa linea di alta qualità e creatività del fondatore.

Non c'è Vin Santo non accompagnato da un cantuccio. I più audaci lo abbinano a Rhum di prima scelta per concludere la giornata in meditazione.

Creazioni di @takeeatpastry

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CAMILLA