Circondata da architettura e design, la cantina Bersi Serlini _ Franciacorta

Per quelle giornate di festa e weekend di Primavera in arrivo, non posso non segnalarvi una cantina in cui ho trascorso due giornate tra vigneti e architetture magistralmente pensate. La ristrutturazione della più vecchia cantina della Franciacorta è stata affidata alla creatività dell' asa studio, il quale ha consegnato al territorio uno dei migliori esempi di recupero architettonico in chiave moderna. Forte di solide basi storiche, la proprietà Bersi Serlini si colloca in un sito cluniacense fondato dai monaci benedettini che, intorno all'anno 1100, si insediarono in tutta la Franciacorta, coltivarono le terre seminando sapienza e inseguendo l'eccellenza che oggi rivela il metodo Franciacorta. Non a caso il termine che denomina l'area ha origine da "curtes francae" , quelle piccole comunità di monaci esentate dal pagamento dei dazi al Vescovo o ai Signori. Questi, in cambio, dispensavano nozioni e tecniche su come coltivare e bonificare i campi. Determinante fu l'ingresso nella storia di Napoleone. 

Nel 1886, la proprietà passa alla famiglia Bersi Serlini che ancora oggi vanta la produzione di "bollicine" di successo a livello nazionale e oltre confine. Un ringraziamento particolare va alle proprietarie, due persone fantastiche, cortesi e di immensa cultura. Sentirle parlare delle origini della cantina e della loro crescita sul campo, rallegra lo spirito e ti permette di rivivere le loro esperienze. Personalmente, posso dire di aver dimenticato il motivo per il quale mi trovassi in quel posto e, seduta sul cart con la macchina fotografica in mano, ho lasciato che l'aria frizzante mi accarezzasse il viso e che il mio sguardo si perdesse tra l'ordine rigoroso dei vigneti.

E che dire della location, da qualche anno ristrutturata, apre al pubblico spazi pensati in ogni minimo dettaglio. La sede Bersi Serlini, immersa in un paesaggio incantato, è la perfetta riuscita di un progetto che mira a coniugare i terreni della proprietà scanditi dai vigneti con architetture storiche e d'avanguardia. La volontà di raccontarsi attraverso l'architettura del paesaggio e della storica sede, rendendo omaggio alla storia del design, ha fatto si che anche la foresteria fosse arredata con arredo firmata Gio Ponti, Charles Rennie Mackintosh, Achille Castiglioni, Philip Starck, citandone alcuni. Una combinazione di elementi e di atmosfere che danno prestigio ad una tra le più antiche attività umane, la produzione del vino.

Nella cantina di vinificazione, l'illuminazione dal basso verso l'alto a ridosso delle pareti rocciose composte da argilla, limo e creta a vista, la eleva a luogo di meditazione e ricerca. Concepita come una caverna di Prometeo, è scavata 12 m sotto terra, vantando una superficie di 1000 mq. Uno scenario in continua mutazione e colorazione, analogamente al processo di vinificazione.

Una geniale intuizione dell'architetto ha eliminato la necessità di un collegamento carrabile tra piano di campagna e seminterrato per trasferire i carichi di uva raccolti, preferendo uno spazio idoneo per la vendemmia in superficie. Attraverso un sistema idraulico è possibile trasferire il risultato della vendemmia dai bacini alle ampie cisterne termocondizionate.

La cantina di maturazione , dall’architettura quattrocentesca con freschi ambienti in cotto e dalla volte a sesto di botte e a crociera è un ambiente affascinate, dove le cuvèe invecchiano e acquisiscono caratteri unici grazie alla lunga maturazione sui lieviti. Le bottiglie, nel pieno rispetto del disciplinare, rimangono in questa cantina dai 18 mesi, per i brut, ai 10 anni per i grandi millesimati.